Rock Impressions

Prophexy - Improvviso PROPHEXY - Improvviso
Musea Parallele
Distribuzione italiana: -
Genere: Prog
Support: CD - 2013


Ritroviamo con piacere questa volonterosa formazione italiana dedita ad un prog sperimentale molto ricercato, che parte dalla lezione degli anni ’70, citando anche Area e tutto il prog che conta, quello che ha fatto della ricerca la propria bandiera artistica, fino alle più moderne soluzioni vicine al prog metal, il presente album è registrato dal vivo.

La partenza è affidata al brano “Tritone”, un brano tutto in salita, ritmicamente molto complesso, con soluzioni ardite, ma non sempre fluide, bello il contributo del flauto. Le parti intricate non si amalgamano con quelle più poetiche, inoltre il cantato appare melodicamente faticoso, la grande pecca del prog cantato in italiano sembra colpire anche questo lavoro. Il pezzo è lungo e credo che contenga idee per più di un brano, troppa varietà non sempre aiuta. “Babba” è abbastanza psichedelica, alcuni passaggi sono notevoli, ma sempre inseriti in un caleidoscopio per nulla facile da approcciare. Il vizio di complicare alcune cose che sarebbero state meglio più semplici si avverte anche ne “La Rotonda della Memoria”, sicuramente un bel brano, davvero ricco, ma a volte un tantino troppo. “Stralci di Quotidiano” dimostra ancora quante buone idee il gruppo riesca a mettere in campo, ci sono passaggi epici tutti da gustare e devo dire che il fatto di essere interamente strumentale me la fa apprezzare molto, intendiamoci il cantante della band è bravo, fa passaggi a volte notevoli, ma sono i testi che penalizzano la sua performance. Il resto dei brani dal vivo oscilla fra quanto abbiamo già espresso, fra luci ed ombre continue. In chiusura due bonus tracks, due cover dei Caravan, che vedono la partecipazione del grande Richard Sinclair a testimonianza della considerazione ottenuta dalla band. La prima “Dissassociation” è un brano onirico, cantato in inglese, con ottimi interventi di flauto, la seconda è “Golf Girl” una specie di blues in chiave prog, sono due brani conosciuti ed amati, ma fa sempre piacere riascoltarli, inoltre la band se la cava bene.

I Prophexy sono una band capace, con grandi doti tecniche e tanta buona volontà, secondo me dovrebbero pensare a brani più accessibili, sempre nel loro stile, ma con maggiore attenzione alle parti melodiche e all’armonicizzazione del cantato. GB

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