Abbiamo
imparato a stimare Gian Castello per la serietà dei suoi lavori,
serietà intesa come purezza artistica, come intento privo di
pruriti commerciali, come voglia di proporre soluzioni animate da
una sana ricerca artistica. In questo cammino controcorrente e meravigliosamente
utopistico, questo bardo italiano ci conduce attraverso un’altra
leggenda celtica dai risvolti tutti da scoprire.
In quest’opera Castello si ispira maggiormente alla tradizione
celtica rispetto ad altri suoi lavori, ma il suo stile è sempre
ben riconoscibile. Musica incantata e malinconica, che ci ripropone
il folk in tutto il suo carico emotivo più puro. Il filo logico
che lega i dieci brani che compongono Taliesin ha il sapore amaro
del sale e della fatica di un popolo che ha combattuto e ancora combatte
per affermare la propria identità, al tempo stesso però
il dolore e la malinconia sono stati sublimati in un suono universale
che dona serenità e gioia.
La strumentazione è rigorosamente tradizionale, Gian Castello
è principalmente un flautista, ma suona un po’ di tutto
e dimostra una conoscenza e una proprietà di linguaggio che
sorprendono, sembra quasi che il nostro autore sia cresciuto in Irlanda,
invece che in Liguria. Un musicista che merita sicuramente un maggiore
riconoscimento.
Se amate la musica celtica, avvicinatevi ai suoi dischi senza indugi
e non ve ne pentirete. GB
Per richiedere il cd scrivere a: taradeire@libero.it
Altre recensioni: Merlino L’Incantatore;
I Regni Segreti; Rama
Interviste: 2006
Per un assaggio: http://www.myspace.com/giancastello
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