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Rock Impressions

rhyme of the Star Clock ALBERT BOUCHARD - Imaginos IV
Rhyme of the Star Clock
Deko Entertainement
Genere: Rock / Hard Rock


Non credo che fossero in molti ad aspettarsi un quarto capitolo della saga di Imaginos, ricordo che diversi anni fa lo stesso Albert non pensava che la saga potesse essere ripresa e che fosse tanto popolare tra i fans, il risultato è che sono stati prodotti due fumetti e si sta pensando anche di realizzare un film. Imaginos continua a crescere. Personalmente non ho mai avuto dubbi che fosse un progetto fantastico.

Devo essere sincero, il terzo capitolo mi aveva un po’ deluso, del resto l’avevo scritto nella mia recensione, non sentivo quel senso di mistero, mancava l’alone gotico e anche musicalmente per me era un po’ troppo leggero. Quindi quando Albert ha annunciato la realizzazione di questo quarto capitolo non sapevo cosa aspettarmi. E ci sono “rumors” di un quinto capitolo (confermati dall’autore).

Rhyme of the Star Clock intanto è un “singolo” Lp e questa volta sono tutti inediti, ci sono richiami nei titoli che fanno riferimento ad altri del catalogo, del resto è la continuazione di una storia, ritroviamo il Four Wind Bar, Celine, la Germania, lo Specchio (Mirror), ma soprattutto un compositore ispirato, Imaginos IV non è una “minestra riscaldata”!
La cosa che mi ha colpito fin dal primo ascolto è che non assomiglia a molte produzioni patinate che stanno uscendo in questi anni, che sinceramente a me fanno pensare ad un uso piuttosto disinvolto dell’IA a livello compositivo, questo sembra veramente un disco fatto “come una volta”, del resto Albert è sempre stato un musicista molto prolifico.

Si parte con “Young Imaginos” e fin dalle prime note si sente una sferzata di energia, lo spirito ribelle di Albert si impone in un riffing dal sapore punk rock, anche se non manca la ricercatezza dei suoni e la “cowbell”, che penso sia un voluto richiamo, del resto è il cinquantennale di Don’t Fear the Reaper. Four Winds Bar è un classico pezzo alla BOC, un brano che davvero non avrebbe sfigurato nel repertorio del gruppo. C’è un bel ritmo, senso di mistero e la capacità di Bouchard di scrivere pezzi sempre sorprendenti. Crystal Ship Plutonia è un rock americano che sembra uscire da un musical, ma che si integra bene nel progetto Imaginos. From A Curved Window è una classica ballata, retta un ritornello molto piacevole e sicuramente non convenzionale. Molto bella anche Mirror of Destiny, che è sempre una ballad, ma più intima. Ma quando emerge il lato più ruvido di Albert io lo trovo davvero forte come in Parson Blake, un altro pezzo che non avrebbe sfigurato nel repertorio del Culto. Una ballata più prevedibile, ma non meno efficace, è Plutonia At Last, è un classico pezzo americano, facile da cantare, qui si gioca sul sicuro. Con On the Edge of a Knife si torna a rockare e tocchiamo con mano che la capacità di Bouchard di scrivere dei brani forti non è venuta meno, qui si sente tutto il peso gotico della saga di Imaginos, uno dei momenti più forti del disco. Si continua con la stessa intensità in Germany Minus Zero, dove ancora una volta il cuore dei fan possono trovare “casa”, stesso discorso vale per la seguente Sister Celina, che mi ricorda anche la forza dei Brain Surgeons. Il disco si conclude con Night and Fog, un brano contagioso che suggella un lavoro ispirato.

Albert è una garanzia, la sua passione per la musica emerge da ogni suo lavoro e questo disco mostra che l’età non è un limite. Il sogno continua! GB

Altre recensioni: Incantation; Re-Imaginos; Bombs Over Germany; Mutant Reformation

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Artisti correlati: Blue Oyster Cult, Brain Surgeons, Blue Coupe; Stalk Forrest Group


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