| TRANSATLANTIC
- Live at Alkatrazz, Milano 17/05/10 di Giancarlo Bolther |
ANTEFATTO C’è sempre una prima volta! Non mi riferisco al concerto di ieri sera del supergruppo prog più amato dal pubblico italiano… ma al trattamento ridicolo che un manager del promoter del concerto mi ha riservato. Se non siete interessati a questa piccola e triste storia personale, potete saltare più avanti, dove inizia il resoconto del concerto vero e proprio. Nella vita di tutti i giorni, lavoro come impiegato nel settore del credito, che non ha nulla a che vedere con la musica, e mi capita spesso che, sapendo la passione con cui da tanti anni seguo questa arte, ci siano persone che mi chiedano: “ma perché non cerchi un lavoro nel campo musicale?”. La domanda nasce spontanea, anche perché il campo della finanza è sempre stato considerato come “freddo”, “insensibile”, “spietato”, “poco creativo” (su questo si potrebbe discutere…), pieno di gente pronta a farti del male per il proprio tornaconto, per la carriera… e via discorrendo, insomma è proprio un bell’ambientino, col quale il mio spirito artistico e vagamente ribelle si scontra spesso e volentieri. Ma la mia risposta in fondo è molto semplice… io seguo la musica puramente per passione e in tanti anni ho scoperto, con profonda tristezza e grande rammarico (potrei aggiungere “disgusto”), che il mondo della musica è popolato da tanti soggetti che si comportano anche peggio di quelli che abitano il mondo della finanza. In fondo in questo mondo (quello della finanza), sai già cosa ti devi aspettare, in un certo senso sei preparato ed è come se avessi gli anticorpi, alla fine se sei uno spirito libero come il sottoscritto, non riescono nemmeno a farti male più di tanto, ma nel mondo delle tue passioni, dove non puoi farti gli anticorpi, i colpi di solito fanno molto più male. Per questo voglio mantenere una grande libertà in questo mondo, quello della musica appunto, per non permettere ai “lupi”, agli “sciacalli” e ai “piccoli uomini”, di poter sfogare le loro bassezze e le loro frustrazioni sul sottoscritto. Nemmeno questo “piccolo” manager c’è riuscito, anche se forse lui pensa di si, ma ci tengo a sottolineare che il fatto che lui mi abbia negato l’accredito per il concerto di ieri sera mi ha lasciato del tutto indifferente, ormai ho un’età per cui posso tranquillamente pagarmi i concerti che desidero vedere. Quello invece che mi ha fatto male è che mi abbia dato dell’ “arrogante”, perché gli avevo chiesto il pass fotografico e quindi alla fine mi ha negato l’accredito (a suo dire) già concesso, a causa dei miei modi arroganti. In realtà io non ho “preteso” nulla, ho semplicemente “chiesto” se era possibile avere un accredito, pienamente consapevole del fatto che non si possono elargire accrediti a tutti gli scribacchini di tutti i siti web, altrimenti non si venderebbe più un biglietto di un concerto ed entrerebbero tutti gratis, ma ci sono delle quote, a me bastava un semplice “si” o “no”, sinceramente ripeto che non ho bisogno di entrare ai concerti gratis e non mi interessa fare lo scroccone, anzi per la musica sono sempre stati più i soldi che ho speso, di quelli che ho guadagnato. Generalmente questo genere di cose rimangono dietro le quinte ed è molto raro che se ne parli fuori dall’ambiente, in buona misura perché ai lettori (anche giustamente) queste piccole beghe non interessano, ma questa volevo proprio raccontarvela. Non voglio invitarvi a boicottare i concerti di questo promoter, anche se lo meriterebbe, ma farvi riflettere su quanto possa essere demotivante e frustrante avere a che fare con soggetti di questo genere. Per fortuna lavoro benissimo con tante altre realtà e posso sopravvivere in questo mondo, senza dover elemosinare niente a nessuno. |
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IL CONCERTO Veniamo ora, finalmente, al concerto di ieri sera. Sui Transatlantic ci sarebbe molto da dire, in primis sulla diatriba se la musica che fanno sia progressive o regressive, ma a questo proposito vorrei fare solo un paio di considerazioni… la prima è la qualità della musica, la seconda, conseguente alla prima, è l’apprezzamento del pubblico. I Transatlantic hanno espresso della musica di ottima qualità, che non sarà innovativa, ma le loro canzoni sono veramente belle e, infatti, il pubblico è accorso numeroso, pur essendo un lunedì lavorativo, ed ha dimostrato di essersi divertito parecchio durante tutto il concerto. Quindi ai Transatlantic va riconosciuto il grande merito di aver composto della grande musica, giustamente apprezzata da molti supporter, che ieri sera hanno fatto sentire grande calore ai cinque musicisti sul palco. Cinque e non quattro, infatti, come già saprete, Daniel Gildenlow, leader dei Pain of Salvation, si è unito a Neal Morse (ex Spock’s Beard), Roine Stolt (leader dei Flower Kings ed ex Kaipa, ex Tangent…), Pete Trevawas (Marillion) e Mike Portnoy (Dream Theater, LTE…). Un vero supergruppo stellare. |
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La prima cosa che mi è venuta in mente è un parallelo con un altro supergruppo da favola che ha recentemente visitato il nostro paese, quello composto da Bozzio, Holdsworth, Levin e Mastellotto, questi hanno proposto uno show molto sperimentale e, se vogliamo, creativo, ma ho visto tra il pubblico molta gente malcontenta, che non ha saputo apprezzare le (eccessive) ricercatezze e le avanguardistiche sonorità proposte da questi quattro mostri sacri. In fondo il loro concerto era “molto prog”, ma era anche molto poco comunicativo, alla fine la gente non si è divertita e sulle facce di molti dopo il concerto leggevo una grande delusione, quello che non è avvenuto ieri sera. I Transatlantic hanno forse proposto della musica prevedibile, scontata, ma fatta col cuore e con vera passione e la gente alla fine dello spettacolo era tutta entusiasta dello show. |
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La prima parte del concerto, a dire la verità, è stata quella meno coinvolgente, il gruppo ha proposto l’esecuzione completa del nuovo album, senza tante sorprese o trovate da palcoscenico. Neal Morse è un grande comunicatore e riesce sempre a dare un contributo determinante sul palco, la sua voce ieri sera non era in splendida forma, ma la sua naturale simpatia era intatta ed ha condotto lo spettacolo catalizzando l’attenzione per quasi tutta la serata. Settantacinque minuti di grande prog con tutta la band che da il massimo sul palco. Ottimo anche il compassato Roine, autore di alcuni assoli veramente belli, Scatenato Trewavas, che ha spinto col suo basso il sound per tutta la durata della serata. Portnoy nel nostro paese gode di un grande seguito e il pubblico gli ha tributato un grande calore, anche se conosco molti batteristi che non lo amano molto, però gli va riconosciuto il grande merito di aver avvicinato allo strumento molti giovani musicisti. Ottimo anche l’apporto di Gildenlow, che con chitarre acustiche ed elettriche e molte percussioni ha fatto molte rifiniture, dando un grande apporto. Nella seconda parte dello show la band ha proposto alcuni dei brani migliori dei due dischi precedenti ed è stato tutto un grande crescendo fino alla fine dello show con la band che si è scambiata gli strumenti, ha scherzato col pubblico, Portnoy si è sdraiato un paio di volte sulle braccia offerte dal pubblico e ancora il sentito ricordo di Ronnie James Dio con il medley di “Heaven and Hell” e “Holy Diver”. La band ha dimostrato di divertirsi davvero sul palco e sembrava non voler più lasciare lo stage, poi alla fine Daniel è uscito con la maglia di Eto’o dividendo un po’ il pubblico, ma tutti in fondo erano felici. Davvero una grande serata di quelle che restano in mente per un bel pezzo con tutti entusiasti. GB |
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