Rock Impressions

Latte E Miele - Passio Secundum Mattheum LATTE E MIELE
Passio Secundum Mattheum - The Complete Work
Black Widow Records
Distribuzione italiana: Masterpiece
Genere: Prog
Support: CD - 2014


I genovesi Latte e Miele, storica formazione del prog tricolore, debuttarono nel 1972 con questa rock opera basata sulla passione di Gesù secondo il Vangelo di Matteo, inserendosi nel filone della musica ispirata a temi religiosi. Su impulso del Concilio Vaticano II ha preso il largo una lunga serie di esperimenti di musica pop e rock a sfondo cristiano, uno dei vertici di questo filone è stato il musical Jesus Christ Superstar, che ancora oggi viene replicato sui palchi di tutto il mondo e che è uscito nel 1970, circa un paio di anni prima del presente lavoro. Fra polemiche infinite, consensi entusiastici e critiche feroci, il movimento rock cristiano, nato con la prima messa beat nella seconda metà degli anni ’60, ha via via assunto connotati sempre più decisi e conta centinaia di formazioni in piena attività.

Non si può dire che i Latte e Miele abbiamo di fatto aderito a questo movimento, casomai si possono annoverare in qualche modo tra i precursori. Quello che è doveroso sottolineare è che questo disco è uno dei primi esempi di musica rock a sfondo religioso che presenta un impegno compositivo degno di questo nome, in particolare credo di poter dire che si tratta del primo album di “prog cristiano”. In precedenza nel panorama italiano il rock e pop cristiano si è espresso in esperimenti musicalmente poco profondi, con testi che spesso miravano più a “far cantare” che non a “far pensare”, questo disco invece ha costituito una svolta significativa. Oggi anche il prog di matrice cristiana conta numerosi artisti, con Neal Morse in testa, ma questi temi sono molto ricchi e ridurli allo spazio di una breve recensione è davvero poco, speriamo di poterli approfondire meglio in un'altra occasione.

Oggi, grazie al lavoro straordinario della Black Widow, che insieme a tante giovani proposte, ha rilanciato anche tante formazioni storiche (Delirium, Gleemen), possiamo riassaporare quest’opera in una veste tutta nuova, arricchita di molti brani e con la formazione originale al completo. Tra l’altro non manca l’intervento di alcuni nomi importanti a rendere più ricco il lavoro, mi piace ricordare Giorgio D’Adamo dei New Trolls, Aldo De Scalzi e Paolo Griguolo dei Picchio Dal Pozzo, Lino Vairetti degli Osanna, Roberto Tiranti, Sophya Baccini, Elisa Montaldo, ma l’elenco completo è lungo. Quindi questa non è una mera ristampa con bonus tracks, ma un vero e proprio rifacimento con nuovi arrangiamenti e nuovi pezzi.

Come in ogni opera rock che si rispetti non manca un brano di apertura e così si parte con “Introduzione”, dove tra melodie teatrali ed un incedere epico si viene proiettati nella scena, un brano strumentale musicalmente ineccepibile, una partenza in grande stile. Una voce narrante fa da collegamento e spiega una parte della storia, si avvicina la Pasqua e Gesù cena per l’ultima volta coi suoi discepoli, alle voci narranti si alternano alcuni dei nomi già citati. La struttura dei brani diventa sinfonica con l’apoteosi raggiunta dalle parti strumentali di “Ultima Cena”, da questo punto si viene coinvolti dalla storia, ottimamente supportata dalle musiche, e come catturati in una spirale si passa attraverso l’incredulità dei discepoli, il tradimento di Giuda e la condanna delle autorità sacerdotali. Il mix di parti cantate e recitate, di melodie sognanti e di impennate coinvolgenti, fanno di quest’opera qualcosa di veramente riuscito. Uno dei momenti più emozionanti del disco è sicuramente la “Toccata Per Organo”, uno dei pochi pezzi originali ripresi dal disco del ’72, il brano che con grande efficacia sottolinea tutto il dramma della condanna definitiva di Gesù. Poi si arriva al Calvario, con i soldati che gettano la sorte sulle vesti del Messia, e si può leggere una critica aspra nei confronti del male del gioco d’azzardo, che ancora oggi miete molte vittime. Infine la morte e la Resurrezione appena accennata. Molti sono i momenti degni di nota, ma ovviamente si tratta di un lavoro da considerare nel suo insieme. Tutti gli aspetti sono molto curati, le parti strumentali sono superlative, i Latte E Miele non hanno nulla da invidiare a tanti colleghi stranieri e ci mostrano con giusto orgoglio quanto noi italiani siamo bravi. Dal punto di vista teologico il lavoro è molto fedele al testo evangelico, gli adattamenti sono funzionali alle partiture musicali e non ci sono interpretazioni libere o discostanti. Una gran bella opera rock tutta da riscoprire.

In chiusura mi piace far notare che il disco è stato dedicato a don Andrea Gallo, un prete scomodo, ma anche un prete senza compromessi, che ha portato avanti la sua vocazione con una coerenza davvero ammirevole, di quelle che fanno sperare nella speranza. GB

Intervista: 2014




Flash Forward Magazine

Indietro a Ultime Recensioni


Indietro alla sezione L