Rock Impressions
 

INTERVISTA AI BLUE OYSTER CULT rispondono ERIC e DONALD (english version)
di Giancarlo Bolther


Siete venuti per la prima volta in Italia nel 1986 per il Club Ninja Tour e adesso nel 2008, un’assenza di ventidue anni, cosa avete provato a suonare nuovamente nel nostro paese dopo tanto tempo e avete gradito l’accoglienza del pubblico italiano?
Eric: Effettivamente era da parecchio tempo che non venivamo dalle vostre parti e non sapevamo come sarebbe stata la reazione del pubblico, del resto non abbiamo mai venduto molto dalle vostre parti, ma il pubblico presente allo show di Trezzo, vicino a Milano, ha reagito molto bene, c’era parecchia gente e tutti erano molto entusiasti, la partecipazione è stata migliore rispetto alle date che abbiamo fatto in Francia nella stessa settimana. Attenzione, non ho niente contri i nostri fans francesi, dico solo che quelli italiani sono stati più chiassosi. Forse c’è stato un buon passa parola a seguito della nostra recente esibizione a Roma, così lo show di Milano è andato davvero bene, tanto che potremo tornare ancora in futuro a suonare da voi.
Buck: Ero davvero felice di tornare in Italia dopo tanto tempo. Mi piace sempre molto poter visitare le città italiane e poter suonare per i nostri fans italiani. Eccetto io ed Eric, i BOC che sono ritornati a Roma erano una band decisamente diversa da quella del 1986, non solo come persone, ma secondo varie prospettive, in primo luogo assomigliavano molto più ai BOC degli anni ’70, ed è anche molto più divertente suonare insieme oggi. Non è una cosa che dico tanto per dire, ci credo veramente. Più in generale il motivo per cui decidiamo di suonare o meno in un determinato paese o mercato è di natura economica. Se riusciamo a guadagnare qualcosa, una volta pagati tutti i costi e gli stipendi, allora suoniamo, altrimenti decidiamo di non suonare. Sono molto contento di come sono andati bene i nostri concerti in Italia quest’anno. L’accoglienza del pubblico è stata molto calorosa. Così come è andata bene anche la data in Atene. Per questo spero di poter tornare molto presto, voglio suonare più spesso nel vostro paese. Anche in Francia stiamo anche facendo un tour dopo una lunga pausa.

In effetti sembra che alla gente piaccia ancora molto la vostra musica, che emozioni vi da questo?
Eric: Sono molto contento che il pubblico italiano sia così coinvolto dalla nostra musica. Sembra che la nostra popolarità stia risorgendo e questo ovviamente per noi è molto positivo. Questo per noi è l’anno migliore della nostra storia.
Buck: Anch’io sono veramente soddisfatto e mi sento molto gratificato dal fatto di vedere che ogni giorno ci sono sempre nuove persone che scoprono i BOC, mentre i vecchi fans continuano con tenacia a volerci vedere dal vivo. Non so quanto questo abbia influenzato la nostra popolarità in Italia, ma in America la trasmissione televisiva “Saturday Night Live” aveva realizzato nell’anno 2000 uno schetch sui BOC con una campanaccia, che è stato votato come uno degli episodi più divertenti in trent’anni di storia della trasmissione. Questo ha aiutato molto i BOC a raggiungere nuove persone che prima non conoscevano la nostra musica. Allo stesso modo i giochi per computer “Guitar Hero” e “Rock Band” hanno proposto la nostra musica ad un nuovo pubblico molto più giovane, che per noi era difficile da raggiungere in altro modo.

Recentemente la vostra line up non è stata molto stabile. È un po’ come una grande famiglia o è difficile stare insieme senza registrare nuovi album o dipende da altri fattori?
Eric: Non direi, ultimamente il gruppo è stato piuttosto stabile. Jules Randino è il nostro batterista da più di tre anni, da quando ha sostituito Bobby Rondinelli che se ne è andato perché aveva avuto un’offerta migliore. Richie Castellano è con noi da molto più tempo. Rudy Sarzo ora è il nostro bassista ufficiale, perché Ronnie James Dio ha parcheggiato i Dio ed ha interrotto il tour in quanto ora è coinvolto a tempo pieno dagli Heaven and Hell. Siamo pienamente soddisfatti da questa line up. Non ha niente a che vedere con la realizzazione degli album… è più un fattore che riguarda le migliori opportunità offerte alle persone.
Buck: Vero, il gruppo negli ultimi anni è stato abbastanza stabile, con eccezione di Rudy, che suona anche con Ronnie Dio. Siamo molto contenti di poter aver con noi Danny Miranda quando non è impegnato coi Queen.

Una domanda banale… Randino, Castellano, Sarzo, Miranda, Rondinelli… state forse diventando mezzi italiani?
Buck: Io stesso mi sento mezzo italiano, perché mia moglie è italoamericana. Molti dei migliori musicisti dell’area di New York hanno origini italiane, anche se Rudy Sarzo in realtà ha origini cubane.

Sarzo ha suonato in modo davvero splendido, sembrava perfetto per i BOC, come vi sentite a suonare insieme? Lo possiamo considerare un membro ufficiale del gruppo o è solo un ospite?
Buck: Rudy è un musicista eccezionale ed è anche un ottimo compagno. Gli piace molto suonare coi BOC perché si sente molto più libero di jammare con noi rispetto a quanto può fare con gli altri gruppi con cui ha suonato in precedenza. Speriamo molto di poter avere Rudy con noi a tempo pieno.

Lanier era assente per il tour europeo, puoi dirci qualcosa sulla sua assenza?
Buck: Allen Lanier attualmente non è più disposto ad andare in tour, non riesce più a reggere lo stress e i rigori dei lunghi viaggi associati alle esibizioni sullo stage. A Richie Castellano piace suonare il basso, ma il suo strumento principale è la chitarra, ma suona anche le tastiere, quindi è il sostituto più logico per Allen.

Eric, per la data di Trezzo (Milano), avete chiesto a Matteo Filippini di suonare con voi il brano “Then Came the Last Day of May”, è stato un momento molto intenso del concerto. Come vi siete conosciuti e cosa ricordi della tua collaborazione al Moonstone Project?
Eric: Matt e il suo staff di persone mi hanno contattato via e-mail chiedendomi di cantare sul suo primo album. Dopo un fitto scambio di mail, ho registrato le parti vocali per la canzone negli studi di Danny Miranda a Long Island. Da allora io e Matt siamo rimasti in contatto, ci siamo incontrati di persona per la prima volta a Roma durante la prima parte del nostro tour europeo. Sono stato io ad invitarlo a suonare con noi sempre via e-mail per il nostro concerto di Trezzo.

Il vostro motto è “On Tour Forever”, il vostro ultimo disco in studio è stato pubblicato sette anni fa, ma siete ancora in tour con molte date, questo è straordinario, cosa vi spinge a continuare a suonare dal vivo?
Eric: Suonare dal vivo è sempre la dimensione ideale, inoltre è quello che ci piace di più, cosa abbastanza ovvia e che probabilmente ti dirà ogni musicista. Quello che ci spinge e che ci rende molto felici è che la gente contina a venire ai nostri shows e le recensioni dei nostri concerti sono sempre molto positive.
Buck: Amo suonare e cantare, inoltre fare concerti è la principale fonte di guadagno per il gruppo. Il 2008 si sta rivelando l’anno coi maggiori guadagni della nostra storia. Credo che potrei vivere anche senza fare dei concerti, ma non mi sento ancora pronto per smettere. Mi piace quando posso tornare a casa e mi piace stare a casa mia, ma dopo un paio di mesi sento il bisogno di tornare a suonare di nuovo dal vivo.

A questo punto la domanda è ovvia, quando sarà possibile ascoltare un vostro nuovo album, molta gente lo sta aspettando?
Eric: In effetti è una domanda che ci sentiamo fare molto spesso. La risposta in sé è abbastanza semplice, il fatto è che non abbiamo un contratto. Recentemente sembra che qualcosa si stia muovendo e il nostro management sta discutendo la cosa, quindi forse i tempi potrebbero essere maturi.

Avete già dei brani nuovi pronti? Eventualmente potreste fare un live album con le nuove canzoni...
Eric: A livello individuale qualcuno può avere scritto qualcosa di nuovo, ma non abbiamo mai provato niente tutti assieme, tanto meno abbiamo discusso di trovarci a provare cose nuove o di lavorare su nuove idee. Questo potrebbe cambiare se avessimo un’offerta interessante sul tavolo.

Alcune band stanno facendo degli esperimenti interessanti con Internet, ad esempio i Marillion hanno messo gratuitamente su internet il loro nuovo disco proprio in questi giorni, altre band vendono i loro dischi attraverso i loro siti web, non pensate che qualcuna di queste soluzioni potrebbe essere buona anche per voi?
Eric: Noi siamo sicuramente aperti a tutte queste vie “moderne” di commercializzazione dei nostri dischi. I Blue Oyster Cult a livello individuale sono una delle band più tecnologiche che tu abbia mai incontrato. Ciononostante, con tutti i concerti che facciamo, non abbiamo ancora iniziato a discutere della registrazione di nuova musica.
Buck: In effetti ci potranno essere delle nuove registrazioni all’orizzonte, ma non sono ancora sicuro di quale direzione prenderà la band per vendere e promuovere le uscite future. In questo momento siamo molto contenti di come stanno andando le cose così come sono.

Buck, tu non hai mai avuto la classica posa del guitar hero e i tuoi assoli sono sempre stati molto personali (non quelli che siamo abituati a vedere dai guitar hero), che stile cerchi? Sei stato influenzato da tuo padre (che è un saxofonista)?
I’ve always had the impression that you was influenced also by Jerry Garcia…
Buck: Mio padre suona il saxofono ancora oggi all’età di 86 anni. Nei miei assoli mi piace ricercare la melodia, e questo aumenta sempre più con gli anni che passano. Principalmente cerco di piacere a me stesso con le mie improvvisazioni, mi piace suonare sempre qualcosa di diverso, con delle nuove ritmiche o intrecci. Sono consapevole che il mio stile non assomiglia a quello di nessun altro chitarrista rock, o anche agli altri chitarristi in generale e cerco di raffinare ed enfatizzare sempre più l’unicità del mio stile. Questo è quello che rende il mio sound facilmente distinguibile. Anche quello che suono dal vivo coi BOC è sempre diverso ad ogni concerto. Ci sono molte band che suonano sempre lo stesso set list, che cercano di assomigliare il più possibile a quanto registrato su disco. Noi no. Cerchiamo di fare le cose sempre in modo diverso, così come la mia performance, tutte le volte. Io DEVO fare in questo modo, altrimenti mi stuferei subito di andare in tour!

I testi dei BOC spesso hanno avuto a che fare col lato oscuro dell’esistenza, c’è chi pensa che questa attitudine possa avere dei riflessi negativi sui giovani, tu cosa ne pensi?
Eric: Penso che non ci sia nulla di negativo in quello che abbiamo fatto. Sono più che altro storie su temi che ci interessano, per esempio film di mostri, di extra terrestri, storici e così via. Io non potrei mai nemmeno ipotizzare di fare una canzone che possa promuovere la violenza o l’abuso di droghe.
Buck: Ascoltando le nostre canzoni, credo che siamo uno dei gruppi meno pericolosi a cui possa essere esposto un giovane al giorno d’oggi.

Ci sono ancora molti dei vostri dischi che ancora aspettano di essere rimasterizzati, alcuni anche molto importanti, sai quando verranno fatti?
Eric: Ogni cosa legata alle rimasterizzazioni del nostro vecchio catalogo è nelle mani della Sony Records. Purtroppo non abbiamo nessun controllo o influenza su quello che loro fanno con la nostra musica.
Buck: Per quello che ne so, la SONY ha pianificato di ristampare circa un album all’anno.

Fino al 1981 la band era molto più creativa, qual’è stata la vera ragione che vi ha spinto ad allontanare Albert Bouchard, che era uno dei principali compositori?
Eric: Questa è una storia troppo lunga da raccontare. Dovresti chiedere ad Albert.

Eric, in passato hai lavorato con Ian Hunter, cosa ricordi della vostra collaborazione?
Eric: Avevamo fatto vari tour insieme negli anni ’70, sia coi Mott the Hoople che con la Ian Hunter Band. Da allora siamo sempre stati amici e ancora oggi io sono un suo grande fan. Un giorno Ian venne a farmi visita a casa mia e siamo finiti nel mio studio privato, il risultato è stata la composizione di "Goin' Thru the Motions" che è finita in un nostro album ed è stata anche rifatta qualche anno dopo da Bonnie Tyler. Ian è un musicista molto creativo, ha un carattere molto amichevole, ma purtroppo non ci possiamo vedere abbastanza spesso come vorrei. Grazie a lui ho potuto incontrare Mick Ronson, un vero eroe, una rock star e anche il migliore amico di Ian.

Quali sono i migliori ricordi che hai degli anni ’70 e ‘80?
Eric: Questa è una domanda troppo grande. Oggi, che sono passati dai venti ai trent’anni, tutto quello che alla fine è rimasto sono gli amici che ti sei fatto lungo il cammino.

Avete sulle spalle una carriera decennale, ascoltate ancora nuovi artisti, c’è qualcosa di recente che vi piace?
Eric: Quando alla TV ho visto un video dei Disturbed, sono corso fuori per comprare tutto il materiale che avevano registrato. Mi piacciono anche gli Slip Knot, Dragonforce e i Tarot, una band finlandese.

Guardando indietro, cosa pensi della longevità della musica hard rock, sei sorpreso in qualche modo?
Eric: Sono molto contento di essere ancora qui a fare questa musica, quindi sono felice che ci siano ancora oggi persone che amano quello che facciamo.
Buck: Si e no. Il fatto è che gli artisti rock del passato sono ancora molto popolari, perché la nuova musica rock di oggi non ha la stessa profondità delle vecchie cose.

C’è qualcosa del tuo passato che ti piacerebbe cambiare se possibile?
Eric: Sono sicuro che ci sono molte cose che ognuno di noi vorrebbe cambiare, ma ogni tanto, quando le cose sono amare, apprezzi ancora di più il lato dolce della vita.

Eric non hai mai realizzato un solo album, c’è un motivo?
Eric: Ho avuto un paio di progetti fuori dai BOC che non si sono mai concretizzati. Uno con Richie Cannata (il saxofonista di Billy Joel) e uno con Bob Kulick, Chuck Burgi e Dennis Feldman che per un certo periodo hanno formato la Eric Bloom Band, ma poi loro hanno dato vita agli Skull. Si vede che la cosa non doveva andare in porto.

Eric, so che sei occupato da vari progetti, me ne puoi raccontare qualcuno?
Eric: Sto bloggando per l’Autoweek Magazine, www.autoweek.com. Mi occupo del New York Auto Show per loro ed è molto divertente. Di recente ho fatto un pezzo per loro in Detroit, a proposito del Woodward Avenue Dream Cruise, un evento annuale per gli appassionati di hot cars, vecchie e nuove. Scrivo anche per il Massive Online Gamer Magazine, www.beckettmog.com. Sono molto coinvolto dai videogiochi on-line. Attualmente sto giocando molto a World of Warcraft, compreso il Lich King beta, a Age of Conan e Warhammer Online, più The Witcher.

Volete chiudere con un saluto ai tuoi fans italiani...
Eric: Voglio ringraziare di cuore tutti i nostri fans italiani per il supporto che ci hanno dato in tutti questi anni. Ne ho potuti incontrare alcuni a Roma e a Trezzo. La loro reazione ad entrambe i concerti è stata fantastica. Desideriamo molto tornare da voi, anche perché avete la pizza più buona del mondo! Ciao!
Buck: Ringrazio anch’io tutti i fans italiani dei BOC. Cercheremo di fare il possibile per tornare a suonare nel vostro paese più spesso negli anni che ci restano in cui faremo ancora dei tour internazionali. Ci siete piaciuti tantissimo.

Altre interviste: 1998

Retrospettiva

Recensioni: Heaven Forbid;
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A Long Day's Night

Live Reportage: Roma 2008; Trezzo 2008; 2016

Related Artists: Brain Surgeons; Stalk Forrest Group; Blue Coupe; Joe Bouchard; Albert Bouchard

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