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SOPHYA BACCINI - Aradia Black Widow Records Distribuzione italiana: Masterpiece Genere: Dark Rock Support: CD - 2009 |
Aspettavo
con molta curiosità il primo disco solista di Sophya Baccini,
più nota per essere la voce dei Presence da poco nuovamente
sul mercato con un nuovo disco, un’artista che nel 2008 è
stata molto attiva ed ha collaborato a molti dischi, tanto per fare
qualche nome Delirium, Tilion, Maalavia, Electric Swan e Wicked Minds,
senza contare le partecipazioni live con Osanna e David Jackson in
testa e, da quanto ne so, questo 2009 non sarà da meno. Ma
è sbagliato accostare Sophya solo al rock, perché lei
ha una preparazione classica e in questo cd riesce a coniugare in
modo mirabile la tradizione musicale lirica con la musica rock progressive
e d’avanguardia, senza mai eccedere in esibizioni fini a se
stesse, ma privilegiando sempre il pathos. |
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In Italia abbiamo parecchi grandi artisti e molti di questi sono donne. Ma in verità, quelle che meriterebbero una attenzione maggiore, sono invece le meno fortunate. Assistiamo a spettacoli televisivi che incoronano personaggi di dubbia pasta, solo apparenza, quando invece esistono altri come Sophya Baccini che meriterebbero sicuramente di più. Non voglio fare polemiche, ma certe imposizioni dei mass media a volte rasentano il ridicolo. Aradìa è il debutto discografico di questa cantante, gia inserita nel mondo musicale grazie alle sue numerose collaborazioni, oltre che cantante dei Presence (cantare Heavy Metal evidentemente fa bene). Accompagnata da Pino Falgiano (tastiere e percussioni), Vittorio Cataldi (violino) e da Franco Ponzo (chitarra), anche lei a sua volta si avvale di numerose “special guest”. Chi ama il Progressive Rock nel vedere i nomi di Stefano Vicarelli (Fonderia), Lino Vairetti (Osanna), Martin Grice (Delirium), Ana Torres (U.T.O.) e di Nona Luna (Iconae), sicuramente farà piacere. Tutto il disco concept rispecchia alla perfezione la carriera di Sophya, soprattutto i tredici pezzi della lunga suite. Devo sottolineare ancora una volta il ricchissimo artwork che accompagna il supporto ottico, come sempre dettagliato e completo. Su questo la nostrana Black Widow è sempre stata molto avanti ed il connubio musica-immagine è pressoché, ancora una volta, perfetto. Un disco che ama cullare l’ascoltatore, accompagnandolo in magiche ed antiche leggende. Musica che si basa molto sulle tastiere e profondamente intimistica, come nell’iniziale “La Pietra”. La voce è bellissima e Sophya riesce a modularla a suo piacimento, passando da alte tonalità a basse, con estrema semplicità. Ma aldilà della voce, quello che colpisce di più è l’interpretazione, coinvolgente e convincente. Violini, flauti, moog, hammond, tutti ingredienti che servono per fare del buon Prog e nella vena malinconica che aleggia in tutto il disco, è un piacere sciogliersi. Passaggi decadenti per una musica dal sapore vagamente antico, sospesa nel tempo, scatenano dentro la mente dei deja-vu. Aradìa è un lavoro che non ti aspetti, perché è una scheggia di cultura, un'arte dalle radici profonde, forse anacronistica, ma dalle idee sorprendenti. Calore del sud, magia ed oscurità questo è il Folk Prog di Aradìa ed io non mi posso esimere dall’applaudire una donna che sa di che pasta è fatta l’arte. Tutti in piedi. MS |
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