Questa
formazione si è formata nel ’98 e ha dato alle stampe
due album, il primo è un mini con sei tracce uscito nel 2004
e il secondo Colloidal nel 2005 con nove brani registrati dal vivo.
Il sound proposto è fortemente debitore dei primi Genesis,
con alcune melodie che ricordano anche i Beatles, ma i Walrus aggiungono
una carica molto sperimentale e una vena teatrale caustica e aggressiva.
Il cantato è in lingua e questo risulta un po’ ostico,
ma la parte strumentale è veramente notevole e da sola vale
la pena di accostarsi a questa formazione.
Anche visivamente il gruppo si presenta molto colorato, con grande
spazio alla teatralità, sicuramente in omaggio a Gabriel, ma
anche con un tocco molto personale. Musica a tratti delicata, molto
misteriosa, molto rock con la chitarra sempre molto evidente, ma sul
primo mini c’è anche un grande mellotron, purtroppo sparito
sul secondo album. I Walrus propongono uno stile veramente settantiano,
anche se non suonano datati, ma propongono una sana ricerca musicale
come è sempre più difficile poter ascoltare. In particolare
il secondo cd rappresenta un notevole passo avanti con un songwriting
ispirato e maturo, mentre il primo cd è più sperimentale
e acerbo. Alcuni passaggi sono pieni di energia ed è un vero
piacere ascoltarli, altri più riflessivi comunque non diminuiscono
mai la tensione complessiva.
I brani sono molto complessi ed è veramente difficile fare
una sintesi senza tralasciare qualcosa di significativo. L’invito
pertanto è di accostarsi a questi musicisti senza timore, troverete
pane per i vostri famelici denti progressivi. GB
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