Rock Impressions

Stick Men with Gary Husband - Owari STICK MEN with GARY HUSBAND - Owari
Moonjune 2020
Genere: Avangarde Prog


Gli appassionati di musica conoscono, o dovrebbero, il nome degli Stick Men, band formata da Tony Levin, Pat Mastellotto e Markus Reuter verso il 2007. Il nome viene preso da un album solista di Levin, Stick Man del 2007 appunto, e ovviamente deriva dallo strumento Chapman Stick, una chitarra inventata nei primi anni ’70 con lo scopo di offrire al musicista la possibilità di suonare contemporaneamente le parti ritmiche e quelle melodiche. Anche la “touch guitar” suonata da Reuter è una derivazione del Chapman Stick, entrambe gli strumenti sono utilizzati con tecniche di tapping.

Poi è doveroso ricordare che gli Stick Men nascono da un magma bollente chiamato King Crimson, è straordinario guardare a quanti artisti sono rimasti affascinati dall’arte elaborata nelle varie incarnazioni del Re Cremisi di Robert Fripp, servirebbe un’enciclopedia per fornire una guida a chi volesse approfondire l’argomento e ogni tentativo di rappresentazione sarebbe sempre a rischio di non essere esaustivo. Gli Stick Men hanno spesso suonato brani dei KC e in ogni caso le loro musiche sono molto vicine come ispirazione a quelle partorite dal fervido genio di Fripp. Vale la pena di ricordare anche i Projekct, sorta di spin off dei KC, autori di un paio di album veramente notevoli. Ovviamente si può ascoltare la band senza tenere conto della mia introduzione, ma credo che conoscere i precedenti sia utile per approfondire il linguaggio musicale che ha formato questi artisti.

Siamo di fronte a musica prevalentemente strumentale, dove l’improvvisazione è una componente fondamentale, come se fosse rock suonato con regole jazz, ma non è jazz rock almeno non nel senso “classico” che possiamo dare al termine, ovviamente non è nemmeno puramente rock, ma non voglio fare un discorso dal sapore noiosamente accademico. il mio desiderio è di introdurvi in un universo sonoro immaginifico, ad ogni porta che si apre si apre un mondo di possibilità sonore, come un rompicapo dove quando pensi di aver trovato la soluzione trovi invece un nuovo enigma da risolvere. Il bello è che tutto questo è molto affascinante, ovviamente se non siete alla ricerca dell’easy listening, ma se siete arrivati a leggere fin qui avete non lo siete sicuramente.

In questo nuovo lavoro troviamo coinvolto anche il tastierista Gary Husband, che sembra trovarsi molto a suo agio, la stratificazione del suono risulta ancora più ricca e ovviamente l’ausilio di un buon impianto per l’ascolto sarebbe davvero utile per approfondire le sfumature offerte, un disco di una grande profondità, ma anche molto viscerale, certe parti ti arrivano subito, questo è il lato “rock”, ci sono dei groove che ti prendono e ti scuotono, poi ci sono parti più psichedeliche e oniriche, che possono richiedere più passaggi. Nel complesso è un lavoro eccellente, vario e suonato in modo impeccabile, che fa onore alla tradizione in cui è inserito. Per questo il contributo di Fripp alla musica è fondamentale e gli Stick Men sono tra i suoi figli più devoti. GB




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