Rock Impressions

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Boris Savoldelli - Biocosmopolitan BORIS SAVOLDELLI - Biocosmopolitan
Moonjune
Distribuzione italiana: IRD
Genere: A Cappella / Virtuoso / Vocal / Jazz
Support: CD - 2011

Finalmente abbiamo tra le mani il nuovo album di Boris Savoldelli, un disco che ho atteso a lungo. Quattro anni fa Savoldelli ci aveva impressionato con il suo debutto Insanology, un disco molto sperimentale e vario, dove il nostro mostrava le sue grandi qualità vocali, poi si è rifatto vivo con un disco molto acido condiviso col geniale Elliot Sharp, pura avanguardia, senza dimenticare che oggi Boris fa parte di un’altra formazione molto sperimentale, i S.A.D.O. coi quali ha già inciso tre album. L’attesa era stata interrotta dal singolo “The Miss Kiss”, con cui presentava anche il suo primo video e come b-side c’era una bellissima cover di “Dear Prudence” dei Beatles, “The Miss Kiss” con il video vengono riproposti in questo nuovo album.

Boris “Voice Orchestra” Savoldelli è un artista dalla voce spettacolare, che costruisce i suoi brani pezzo dopo pezzo, prima prepara le parti ritmiche che mette in loop, poi ci mette gli arrangiamenti con effetti vari creati tutti con la sua voce, che spesso creano atmosfere surreali piene di gusto e, infine, introduce le parti soliste, il risultato è tutto da ascoltare. Senza contare che spesso utilizza dei tempi dispari da mal di testa, come i cinque quarti e i sette ottavi.

A vederlo Boris sembra un eterno ragazzo, elegante, ma con un’aria scanzonata, l’occhio birbante e un sorriso contagioso, che riesce ad unire classe e spirito ribelle in un unicum tutto suo, una personalità solare, ma non priva di lati raffinatamente dark. Così è il suo nuovo disco, un’avventura divisa tra classe e biricchine zampate di sperimentazione, un disco che suona molto moderno, quasi urbano, non a caso è dedicato a New York.
Il disco precedente Insanology, come abbiamo già sottolienato, era più sperimentale, Boris voleva colpire subito forte la fantasia dell’ascoltatore, oggi Boris è più rilassato ed ha scelto di concentrarsi maggiormente sulla composizione, quindi i nuovi brani sono molto più immediati e piacevoli da ascoltare. Il disco si apre con “Aria”, che ha delle armonie che sembrano scendere dai monti, un canto dal sapore corale, quasi naturalistico. La traccia successiva è quella che dà il titolo al disco, il territorio è più moderno, entra anche il basso di Jimmy Haslip, guest stellare che conferisce grande spessore al pezzo e produce un assolo da brividi, mentre Boris mette in campo tutte le sue doti espressive, gran bel pezzo, molto completo. Terzo brano, secondo ospite, Paolo Fresu alla tromba, certo che Boris sceglie con cura le proprie amicizie, brano simpatico, che unisce atmosfere americane da night club ad un pizzico di follia tutta italiana, umorismo e genialità insieme. In questo brano Boris è riuscito ad unire il suo lato più dark con quello light, ottimo il solo di tromba.

“The Discordia” è follia pura, Savoldelli si produce in un mix disarmonico da brividi, dimostrando un controllo pazzesco della voce e sono scintille, il mio brano preferito, bravissimo. Siamo solo al quarto brano e sono già conquistato da questo nuovo lavoro di Boris, che continua a carezzare i miei sensi con l’urbana “Kerouac in New York City”, dove torna Fresu, da gustare come la bibita… “rubata” dalla mosca biricchina. In “It’s Difficult to Fly…” Boris gioca con ritmi arditi e armonie che rimandano agli U2, voce calda e sensuale, altro ottimo episodio. “Dandy Dog” è un gioco ad incastro, perfetto per la voce duttile di Boris, che si diverte a scomporre le armonie e a ricomporle in modo divertente, nonostante le difficoltà del pezzo, per metà fuori di testa e per metà assolutamente geniale. Poi Savoldelli aggiunge un tocco di classe con “Danny Is a Man Now” e alla fine ci prende anche un po’ in giro, ma lo fa con la sua innata simpatia. “Biocosmo” ci presenta il suo lato più intimista e romantico, si accompagna da un piano minimale e canta una canzone senza le solite magie, ma sempre con grande intensità. E ancora “Lovecity” e la crazy “Sprigstorm” dove il nostro tira fuori il suo spirito più guascone, ma ecco la già annunciata “The Miss Kiss”, un brano irriverente, malandrino, costruita su doppi sensi e magie vocali, il video poi è particolarmente divertente, ambientato in un night club degli anni trenta è ricco di situazioni e di personaggi simpatici, tutti amici di Boris che si sono prestati con grande entusiasmo e ne è uscito qualcosa di veramente bello, merito anche di un giovane regista emergente, Alessandro Romele, che ha messo molta passione nel realizzarlo. Nel finale emerge ancora il lato più folle di Boris, che imita una tromba e produce una serie pazzesca di versi, che sembrano fuori controllo, ma non lo sono. Il disco non è ancora finito, ci sono altre sorprese, ma vi ho raccontato già molto, il resto dovete fare lo sforzo di scoprirlo da soli.

Che dire, sono nuovamente entusiasta di questo artista, mi riesce difficile esprimere nuovi commenti dopo una recensione così lunga e impegnativa, Boris è un vero artista, non privatevi del piacere di ascoltarlo, porterà nella vostra vita una ventata di simpatia unita ad una tecnica di canto sopraffina, cosa volete di più? GB

Altre recensioni: Insanology; Protoplasmic

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