Rock Impressions

Giorgio Cesare Neri - Logos GIORGIO CESARE NERI - Logos
Black Widow
Distribuzione italiana: Masterpiece
Genere: Hard Prog

Support: CD - 2008

Il genovese Giorgio Neri (Agarthi, Pangea) debutta con questo concept album dove suona vari strumenti a corde, basso, tastiere, flauti e sequencer, lo accompagna il batterista Roberto Maragliano, mentre come ospiti troviamo Gian Castello che col suo flauto impreziosisce “Tuona il Cannone”, unico brano cantato da Giuseppe Alvaro e da Roberto Tiranti, poi ci sono degli intermezzi recitati da Vittorio Ristagno. Neri ha un solido background rock con molte collaborazioni teatrali, questo ha forgiato il suo spirito e ha maturato in lui una coscienza artistica che traspare da questo suo primo lavoro.

Logos è un concept album basato sul percorso spirituale dello stesso artista, nel booklet vengono citati brani di San Giovanni Evangelista, Eraclito, Platone e Nietzsche, perché Giorgio vuole dimostrare che la musica ha un carattere divino, un linguaggio universale che è capace di elevare lo spirito di colui che ascolta, come una sorta di preghiera, un tema davvero affascinante che Neri sviluppa in tredici composizioni molto ispirate. L’influenza prima che si respira nel disco è quella che viene dalla tradizione dei grandi gruppi degli anni ’70, con Led Zeppelin in testa, ma anche ELP, Yes, Genesis, King Crimson e tanti gruppi italiani di prog con delle tracce anche di psichedelia. Quindi tanto amore per le sonorità di questa decade irripetibile e che sta dimostrando sempre più il suo fascino contagioso.

I brani del disco sono molto vari e ci sono momenti di hard blues che si alternano a ballate romantiche dominate da composizioni molto spirituali. C’è del folk celtico e c’è il prog più elaborato, un gran bel mix che il nostro ha reso molto fruibile con degli ottimi arrangiamenti. Visti i temi trattati mi sarebbe piaciuta una presenza maggiore di testi su cui riflettere e confrontarsi, ma comunque il fulcro del progetto sono le musiche e queste già da sole ci regalano delle gran belle emozioni. GB

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Si è in molti a credere che la musica sia un mezzo per avvicinarsi al Divino, un tramite fra l’uomo e l’universo. Abbiamo affrontato questo argomento in altre differenti occasioni ed ora ritroviamo un altro artista che approfondisce il concetto. Il genovese Giorgio C. Neri, che parte con “Logos” per un viaggio spirituale e cosmico, ben coadiuvato dall’artwork cartonato, curato e particolareggiato, con tanto di frasi di Nietzsche, Platone, Eraclito Di Efeso e San Giovanni Evangelista. E quale musica può supportare cotanto bagaglio intellettuale se non il classico Progressive Rock?

Ecco allora ascoltare sonorità stile EL&P, King Crimson, Genesis, ma anche una spolveratina di Hard Blues alla Led Zeppelin. Neri suona tutti gli strumenti, tuttavia si lascia aiutare anche da Roberto Maragliano alla batteria, Giuseppe Alvaro (voce in “Tuona il Cannone”), Gian Castello (flauti in “Tuona il Cannone”) e Vittorio Ristagno (voce in “Seconda Navigazione” e “Per Tutti E Per Nessuno”). Nella durata totale di quasi un ora, l’argomento viene trattato e vivisezionato in tutti i punti, compresi quelli delicati delle emozioni.

Sin dall’”Intro” il volo è introspettivo, per poi dare sfogo ad un tratto più energico, quello di “ID & Trad”. La chitarra ricorda “One Of This Day” dei Pink Floyd, un tocco di Psichedelia che non guasta. Cambia il paesaggio in “Alleanza”, un Prog più canonico e per certi versi più vicino agli anni ’70. Le tastiere e la chitarra sono i strumenti in evidenza, mentre il refrain strumentale mette poco a stamparsi nella memoria. La narrazione di “Seconda Navigazione” apre ad un breve interludio tastieristico intitolato “Addio”, a sua volta legata a “Le Braccia E Le Ali. Mi sovvengono Le Orme, ma poi il viaggio è differente e chi ama i primi Kraftwerk di “Retreat (Ruckzuck)” sicuramente troverà dei passaggi interessanti…. di flauto, si intende.
E’ così che Giorgio C. Neri dimostra tutta la sua passione e cultura musicale. Musica per la mente, che fa pensare. Poi i suoni di “Guerra”, con mitraglie e gli aerei ci raccontano della stupidità dell’uomo, l’inutile distruzione, l’avidità di questo essere autoelettosi “intelligente”.
“Godinus 7” è suddivisa in due parti, per dieci minuti di grande musica. Personalmente resto affascinato da “Tuona Il Cannone”, dal canto di Giuseppe Alvaro e dai suoi testi. Commerciale e diretta, stile “Impressioni Di Settembre”, ricca di spunti, sono sicuro che girerà molte volte nel mio lettore cd. Si finisce con i fuochi d’artificio, “L’Ultima Danza” è un tassello Hard Prog di quasi dieci minuti, colmo di suoni che ogni Prog fans vorrebbe sempre ascoltare. “Sipario” suggella “Logos” e lascia soddisfatti, con la sensazione di essere stati, anche solo per un attimo, vicini al divino ed al suo meraviglioso creato.

Un viaggio che vorremmo non finisse mai, ce lo chiedono lo spirito e la mente. Grazie Neri. MS

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