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NASHVILLE
PUSSY - From Hell to Texas SPV Distribuzione italiana: Audioglobe Genere: Hard Rock - Heavy Blues Support: CD - 2009 |
La
band capitanata dai coniugi Blaine Cartwright (chitarra e voce) e
Ruyter Suys (chitarra solista) è una delle più insolite
del carrozzone hard ‘n’ heavy a stelle e strisce. La loro
formula è quanto mai semplice: rock ‘n’ roll anfetaminico
con due signore scollacciate sul palco (l’altra è la
bassista Karen Cuda), che quasi sempre si esibiscono col torace coperto
solo da un reggiseno, una formula apparentemente banale, ma che ha
funzionato per più di dieci anni, infatti il gruppo si è
formato nel ’96 ed è tutt’ora in piena salute.
Ma la verità è che, nonostante tutte le malignità
che si possono ipotizzare sulla scelte artistiche di questo gruppo,
alcune probabilmente legittime, il sound del gruppo è credibile,
ci sanno fare sul serio, provate ad immaginare un mix fra AC/DC, Motorhead
e ZZ Top ed otterrete il Nashville Pussy sound. |
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Il quartetto di Atlanta oramai ci ha abituati a standard qualitativi elevati. Sono passati tre anni dall’uscita dell’ultimo album da studio e li ritroviamo oggi più in forma che mai. Il loro Hard Rock derivante dal Blues è sempre sporco e rozzo, pregno di sudore e narratore di storie di strada. Il suono è grezzo e minimale, tuttavia tremendamente trascinante e le chitarre di Blaine Cartwright e di Ruyter Suys la fanno da padrona. Questa volta si vola in Texas, l’argomento è “From Hell To Texas”, titolo tratto da un film Western del 1958. La ritmica composta da Karen Cuda al basso e da Jeremy Thompson alla batteria è grezza e minimale, ma questo è il mondo dei Nashville Pussy, dove l’essere è prioritario rispetto l’apparire. Riff vincenti, ma a sorpresa di tanto in tanto fuoriescono anche schegge di Punk Rock, come in “Late Great USA”, quasi stile Clash. Se vogliamo in questo disco di riferimenti ne troviamo a decine, dai Lynard Skynard ai Motorhead, Ramones e band stile Hanoi Rocks. Ci sono dei frangenti altamente coinvolgenti fra i dodici pezzi che compongono il cd, come ad esempio “Why Why Why”. Coinvolgente sotto molti aspetti “From Hell To Texas” è ben strutturato, scorrevole, davvero semplice e diretto. La voce roca di Blaine è perfetta narratrice di losche storie, per il resto questo tipo di musica non ha bisogno davvero di ulteriori descrizioni, in quanto gode di uno stile unico e solo chi vive il Rock può capire pienamente questo concetto. Una cosa è certa, l’ascolto fa venire la voglia di bere una bella birra fresca, magari con una bella pupa al fianco ed ovviamente la musica a palla. Ma a parte questi luoghi comuni, il disco è davvero consigliato ad un pubblico vasto, che varia dal Metal all’Hard & Blues. Non titubate avanti a “From Hell To Texas”, lasciatevi trascinare e sporcare anche voi dal vento e dalla polvere del vecchio West. Quaranta minuti di svago assicurati. Rock On! MS |
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