Fra i motivi che mi hanno avvicinato al lavoro della casa discografica
Black Widow ci sono proprio loro, i Malombra. I gruppi dark mi hanno
sempre affascinato, che sia rock, metal, post punk, elettronica o
altro (anche nel jazz e nella classica esistono lavori molto oscuri),
le sonorità profondamente malinconiche, il romanticismo disperato,
la teatralità gotica sono elementi che sento risuonare dentro
di me e molti gruppi della scuderia dell’etichetta genovese
hanno questa predilezione per atmosfere oscure.
La storia di questa band è lunga, ha conosciuto un periodo
di pausa ma oggi sembra aver ritrovato la strada giusta e dopo l’ottimo
T.R.E.S. pubblicato nel 2023 ecco un nuovo album. Soffitta Macabra
è composto di sole sei tracce piuttosto lunghe, una sola cantata
in inglese, le altre in italiano. L’album è stato registrato
in modo “anti moderno”, la band ci tiene a questo, si
tratta di una scelta controcorrente, in chiara opposizione ad una
mercificazione disumanizzante tanto in voga oggi. I testi sono densi
di citazioni, in particolare fanno riferimento ad una corrente artistica
poco nota: la retro-avanguardia del ‘900 e rimandano all’esoterismo,
con uso di molti simboli che, se non sono alla portata di tutti, alimentano
il clima decadente del disco.
Musicalmente troviamo un mix di tante idee, dal doom al gothic punk,
senza citare nessuno, i Malombra offrono una lettura assolutamente
personale dei generi citati. Ogni brano è pensato come un racconto
dove musiche e testi si integrano per accompagnare l’ascoltatore
in labirinti misteriosi. Senza entrare troppo nei dettagli, credetemi
sarebbe impossibile, posso dire che la mia impressione è che
questo sia il disco più maturo e riuscito del loro repertorio.
Unica pecca è il brano in inglese, pur apprezzando il tentativo,
trovo che la pronuncia non sia sufficientemente fluida per proporla
al mercato madrelingua, per il resto è un disco senza compromessi,
un’opera veramente riuscita.
Soffitta Macabra è uno dei dischi più dark su cui io
abbia messo le orecchie. GB
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