E’
passato solo un anno da quando Jack Foster III è apparso sul
mercato come un fulmine a ciel sereno col suo disco di debutto in
compagnia di Trent Gardner (Magellan, Explorers Club) e Robert Berry
(Three, Hush, Alliance) ed eccolo di ritorno con un album nuovo di
zecca. Questo trio ha espresso fin dal primo lavoro una grande eleganza
e una notevole propensione per la sperimentazione di sonorità
molto diverse fra loro. Così il debutto ha lasciato un’impressione
molto positiva, un lavorodecisamente sopra la media.
Per questi motivi ero piuttosto curioso di vedere come se la sarebbe
cavata questo particolare trio con il sequel di Evolution of Jazzraptor.
Devo dire che le idee non sono venute meno, anche se si è perso
un po’ l’effetto sorpresa che aveva incantato all’inizio.
Rispetto al disco precedente Raptorgnosis è molto più
elegante e raffinato, passaggio ovviamente doveroso, ma anche che
lascia un po’ di insoddisfazione. Siamo sempre su livelli più
che ottimi e certe melodie appagano pienamente l’ascoltatore
più attento, quello che non liquida un disco dopo un massimo
di tre ascolti. Raptorgnosis richiede pazienza e voglia di andare
a fondo, solo così scoprirà i suoi segreti.
Jack Foster III è un musicista di razza e Gardner e Berry non
hanno certo bisogno di presentazioni, le loro doti non sono state
spese invano e questo disco è incantevole, solo un po’
meno incisivo del primo, ma va bene anche così. GB
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