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The
HUMAN ABSTRACT
- Midheaven Hopeless Records Distribuzione italiana: Audioglobe Genere: Prog Metal Support: CD - 2008 |
I
The Human Abstract sono giunti al secondo album e si confermano come
una delle novità più interessanti del panorama moderno
in campo heavy progressivo. Il gruppo è piuttosto recente,
nati nel 2004 sono arrivati al disco d’esordio Nocturne nel
2006, sempre su Hopeless Records. Grazie ad una preparazione tecnica
notevole e ad una buona serie di concerti la band si è fatta
notare ottenendo molti riscontri. Concettualmente parlando il gruppo
ha dei presupposti molto filosofici, il nome della band e il titolo
dell’album sono studiati con estrema precisione, così
come i testi, le copertine, i messaggi, tutto molto curato ed approfondito.
Per chiarire meglio voglio citare un passaggio della biografia che
hanno inserito nel loro sito: “lavoriamo meticolosamente per
rendere la musica dei The Human Abstract un complesso puzzle, l’eterno
dischiudersi dei petali del fior di loto, le domande che portano risposte
e portano domande…” tutto molto poetico e intenso, si
può anche osare il termine “spirituale”. Proprio
questa è l’essenza della musica dei THA, poesia intensa,
ora violenta e selvaggia, ora romantica e malinconica, epica e teatrale,
ora oscura ora solare, un'altra definizione che calza perfettamente
è “carismatica”. |
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Dopo l’esordio con “Nocturne” nel 2006, ecco tornare a noi i The Human Abstract. Qui non stiamo a tessere considerazioni su una band Metal Prog edita alle solite sonorità Dream Theater, in questo caso ci addentriamo nel Metalcore invischiato con soluzioni Pop, proprio come va tanto di moda oggi. Ecco allora intercalarsi frangenti sparati e gridati, per poi planare su soffici e melodiosi accordi sia musicali che vocali. Non parliamo poi dei cambi di tempo, qui elargiti a profusione. Qualcuno di voi leggendo queste parole avrà gia pensato ai Tool, beh, in definitiva non posso paragonarli a questa band geniale, ma qualche piccolo richiamo c’è. La giunta del tastierista Sean Leonard porta al suono della band un indirizzo più oscuro, a volte stile Opeth. La prima canzone “A Violet Strike” ci propone una band che fa dell’isteria e della melodia uno strano connubio e ad essere sinceri mi colpisce molto, così la prova vocale di Nathan Ells. E qui nel frangente cadenzato si presentano gli Opeth. Le chitarre di Andrew Tapley e di Dean Herrera sono perfette sotto molteplici aspetti, sia come ritmica che come soliste. Sean Hurley al basso si amalgama alla perfezione con la batteria di Brett Powell, un vero asso delle pelli. A seguire c’è “Procession Of The Fates” , un mix particolare di influenze che variano dall’Hard Rock al sinfonico ( per quello che concerne certi passaggi di chitarra ) ed il Metalcore. Non possiamo certo dire che ai The Human Abstract manchi la personalità! Palcoscenico di tecnica individuale è “Breathing Life Into Devices”, qui la band mette in evidenza tutto il proprio bagaglio ed al tempo stesso la coesità raggiunta fra i singoli componenti. Ruffiano e commerciale il refrain centrale, davvero orecchiabile. Ma in questo lavoro ci imbattiamo anche in soavi ballate, come nel caso di “This World Is A Tomb” o in frangenti dal sapore Gothic, come in “The Path”. In parole povere “Midheaven” è un disco strapieno di stili, emozioni e rabbia, forse troppe, tanto da essere sicuro che potrebbero disturbare soprattutto chi non è avvezzo a numerosi cambi umorali, durante un singolo ascolto. Questo sarebbe un peccato, perché oggi più che mai abbiamo bisogno di band che nella musica mettono l’anima e loro sono fra questi. Si esula dagli scontati territori del Metal Prog, provate a dare una chances a “Midheaven”, hai visto mai? MS |
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