Ogni
uscita della Transubstans è una sorpresa e chi mi legge abitualmente
sa a cosa mi riferisco, per tutti gli altri dirò che questa
piccola label si è specializzata nella promozione di gruppi
che trovano nei profondi anni settanta la fonte prima di ispirazione.
Così è anche per questa formazione proveniente da Stoccolma,
che ci propone un disco di prog interamente strumentale nella tradizione
di gruppi come King Crimson e Magma, come dire una via di mezzo fra
il classico prog e il jazz sperimentale. Il tutto pervaso da un’attitudine
assolutamente freak.
Sembra quasi di fare un salto nel passato fra mellotron e ipnotici
crescendo, per non parlare del flauto incantato di brani come nella
finale “Svarta…”, fra scorribande ai limiti dello
space rock e un gusto incredibile per l’improvvisazione. Ma
sono partito dalla fine dell’album invece che dall’inizio,
questo perché durante l’ascolto mi sono perso nei meandri
del disco. Ricominciando basta solo chiudere gli occhi durante l’arpeggio
iniziale per cominciare un viaggio nella splendida musica di questa
formazione, il brano ad un certo punto assume tratti space, anche
se la matrice propria è quella progressive, ciononostante non
suona necessariamente come qualcosa di già sentito. Questa
componente vagabonda permane in ogni traccia, grazie anche ad una
chitarra liquida molto efficace, così è quindi nella
seguente “Syrenernas Sang”, che ha delle parti che sembrano
registrate al contrario che aggiungono un effetto esoterico al tutto.
Pur prensentato una notevole diversità i brani rispondono tutti
alle caratteristiche che abbiamo cercato di descrivere.
I Gosta Berlings Saga sono una band fuori dal tempo e proprio per
questo mi piacciono, inoltre dimostrano che si può ancora fare
musica come si deve, anche in questi anni dove tutto sembrava ormai
irrimediabilmente finto e sintetizzato, invece ecco qui questo Tid
Ar Ljud, un disco che merita molto più di un ascolto. GB
|