Di solito non mi occupo di artisti che nel loro curriculum vantano
la partecipazione ad un talent, perché ho sempre trovato che
queste formule siano in realtà dei “tritacarne”
che più di incentivare il talento lo bruciano. Però
ho iniziato ad ascoltare questo disco senza pregiudizi, del resto
non sapevo nulla di Fitza.
La Disavventura di questa ragazza è il suo album di debutto,
dopo aver pubblicato alcuni singoli come Limite e Piano Forte, che
non sono presenti in questo disco composto da nove brani all’insegna
di un post rock che cita il grunge e il cantautorato impegnato alla
PJ Harvey, trovo dei punti di contatto anche con la Consoli. Musica
rock a volte muscolosa, altre volte intima e umorale, ma a colpirmi
sono stati soprattutto i testi, che mostrano le fragilità,
la rabbia e le inquietudini di questa artista e ci leggo delle forti
potenzialità. L’album è musicalmente solido, non
offre nuove strade, non è sperimentale, ma l’energia
che trasmette è buona e arriva diretta. I testi possono diventare
la vera forza perché possono parlare ai coetanei di questa
artista, direttamente al loro cuore, possono spingere i giovani ad
identificarsi con le fragilità che l’artista mette a
nudo e che sembrano crude e sincere.
Infine, mi piace pensare che sia tempo per il rock di prendersi una
rivincita su un mainstream piatto di contenuti. Questa ragazza sta
mostrando che il rock è ancora la via migliore per portare
al pubblico le inquietudini di una generazione come è stato
in precedenza. GB
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