Rock Impressions

Experiment Sound Project -  The Miracle In A Stranger Land EXPERIMENT SOUND PROJECT
The Miracle In A Stranger Land
Selfproduced / KICK AGENCY
Distribuzione italiana: si
Genere: Prog Metal
Support: CD - 2005

Gli Experiment Sound Project si formano a causa della scissione del gruppo Geodrome, band Hard Rock di Gubbio (Umbria) nel dicembre del 2002. Si dedicano ad una musica che usufruisce di svariate influenze, a partire dal New Prog degli anni ’80 ed arricchita da interventi “metallici”, tanto da divenire un ibrido Metal New Prog. Solo nel 2005 vede la luce questo primo disco grazie all’attenzione della Kick Agency, “The Miracle In A Stranger Land”.

Il cd è composto da dieci brani ed è prodotto in maniera più che sufficiente, anche se con ampi margini di miglioramento. Infatti secondo chi scrive, il suono del basso è troppo nascosto, ma questo è solo una questione di gusto personale. Matteo Bucefalo è colui che suona il basso, ed è anche autore del sito web ufficiale http://www.progressivesp.biz/

Sin dal primo brano “Overture 2005” si capisce che le tastiere la fanno da padrona, Alessandro Fiorucci è un validissimo strumentista che conosce il fatto suo. Le atmosfere sognanti ci circondano e lasciano ampi spazi mentali in cui fantasticare. Il disco parla delle svariate stagioni della vita, “The Miracle Pt.1” gode di un buon songwriting, orecchiabile e fruibile. Buona anche l’idea delle coralità da parte di Michele Allegrucci. Gradevole anche l’uso delle chitarre da parte di Enrico Gentili, le quali verso la metà del brano e verso la fine, ben duettano con la batteria di Simone Giaggioli (ad oggi ex batterista della band).
Segue “Crying” altro brano molto commerciale grazie all’uso delle tastiere stile Le Orme, delicato e morbido. Personalmente non gradisco molto il cantato in inglese, poco adatto al contesto. Più indicato per il successivo “Breathe To The Sky”, un brano più incline al Metal Prog canonico. La band si esprime bene anche in questi contesti. “Make It Possibile” alza ancora il tono della voce, si articola con svariati cambi di tempo dove la chitarra e le tastiere tessono ancora bei passaggi ben supportati dalla ritmica. Forse questa è la dimensione adatta a questa band dalle indubbie potenzialità. Un tono sotto “Where The Heart Is”, non brutto, ma mancante di pathos. “Elena” si lascia ascoltare con piacere, pacata e ben sorretta dai precisi interventi di chitarra stile New Prog. Ma sono brani come “Lost In A Strange Land” e il gia citato “Breathe To The Sky” in cui sicuramente la band deve lavorare di più. In esso si intuiscono al meglio le potenzialità. Chiude la breve strumentale “Piano Fading”.

Nel complesso “The Miracle In A Stranger Land” è un buon debutto, di certo la band deve lavorare per trovare al meglio la propria identità. Qui siamo a cavallo fra il Prog ed il Metal Prog, gradevolissimo, per carità, ma si rischia di non accontentare nessuno, ne chi ascolta l’uno o l’altro genere.
Comunque bravi! MS


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