Rock Impressions

Dschinn DSCHINN - Dschinn
Bacillus Records / Limited Records
Distribuzione italiana: -
Genere: Hard Rock
Support: Lp 1972 - CD
1993

Quanti gruppi ci hanno lasciato piccole testimonianze, un solo album o poco più, ma di grande valore e poi sono scomparsi? Molti, forse troppi, ma è sempre un piacere poterne scoprire qualcuno, così da dare un postumo riconoscimento a questi artisti che qualcuno definisce “sfortunati”. Dei Dschinn non si sa quasi nulla, sono tedeschi e hanno fatto parte della cosidetta scena Krautrock, un movimento localizzato in Germania che si è contraddistinto per creatività e originalità, anzi si può dire che sia stato uno dei più sperimentali ed ha avuto una propria evoluzione.

Il sound di questa band è prettamente hard rock, anche se non mancano spunti progressivi, ma io ritengo che i secondi siano più dovuti ad una sana voglia di non conformarsi, piuttosto che il voler far parte del movimento prog stesso. Già l’opener “Freedom” chiarisce gli intenti artistici di questa band, le chitarre sono taglienti e acide, la sezione ritmica è molto creativa con ottimi contrappunti di basso e il cantato è ruvido, come spesso era per cantanti della scena tedesca, grande heavy rock. Molto più dark è la successiva “Fortune”, che evoca molti spettri, le dinamiche sono altamente godibili, anche se il sound è decisamente datato. Con “I’m in Love” il baricentro si sposta su un blues potenziato di buon effetto, molto dinamica la batteria, mentre la chitarra appena può si lancia in grandi fughe soliste. A sorpresa con “Train” si cambia registro e una armonica a bocca ci catapulta in un blues psichedelico molto sessantiano. “Let’s Go Together” invece è giocata su ritmi tribali, quasi latin, belle le linee vocali. “Smile of the Devil” è una ballad delicata più vicina al prog, ma nei primi anni ’70 era normale trovare brani di questo tipo. Con la successiva “I Wanna Know” si torna ad un hard rock seminale e diretto, meno convincente la seguente “Are You Ready” che si muove sulle stesse coordinate, anche se in chiusura presenta un bel solo di basso seguito da uno di chitarra, purtroppo durano poco. Il disco si chiude con la trascurabile “For Your Love”, che comunque non inficia il bilancio molto positivo di tutto l’album.

Un gran disco dimenticato di vero hard rock, certo sul mercato negli stessi anni c’erano già dischi capolavoro e questo non è proprio così epocale, ma se avete nostalgia di come si suonava in quegli anni questo disco vi piacerà assai. GB

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