Ho scoperto questa band grazie ad un post dell’amico Mauro Furlan
su Facebook (i social possono anche essere una cosa buona!). Non mi
ero mai imbattuto in questa band prima e sono rimasto folgorato, seconda
riflessione: quanta musica c’è da scoprire. Mi sono innamorato
di questa band e ora sto andando ad ascoltare tutta la loro lunga
discografia, che è davvero ricca di ottimi lavori.
Band inglese dedita ad un post rock, post metal, post modern prog
di altissimo spessore. Teatrali e gotici, hanno costruito un ricco
mondo sonoro che paga un debito a band come i Porcupine Tree, gli
Anathema e gli Opeth, riuscendo a tracciare un percorso assolutamente
personale e originale.
Affascinati da ambientazioni decadenti e tardo romantiche, curano
i loro dischi anche visivamente con grafiche inquietanti e affascinanti
al tempo stesso, vagamente burtoniane. Quest’ultimo lavoro ha
puntato molto sull’aspetto dell’artwork. Io ho la versione
cd che propone come allegato un “teatro grandguignol”
da costruire.
Musicalmente i brani sono di una intensità pazzesca, i primi
quattro sono un crescendo continuo fino all’immensa No Epitaph/The
Precipice, giri vorticosi guidano l’ascoltatore in un universo
oscuro ad alta tensione emotiva con un finale da brividi enormi. Rabbia,
senso del mistero e di un fato oscuro incombente si distendono in
melodie che catturano come la tela di un ragno, bella e pericolosa.
Altro pezzo che mi ha coinvolto potentemente è Colder and Colder,
col suo intenso giro dark wave. Potrei descrivere ogni singolo brano,
ma temo che finirei per ripetermi, ogni traccia di questo album mi
ha coinvolto intimamente come pochi dischi sono riusciti a fare.
Per me questo è il disco dell’anno e anche di più.
GB
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