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MARCELLO
CAPRA - Preludio ad una Nuova Alba Electromantic Music Distribuzione italiana: Ma.Ra.Cash Genere: Acustico Support: CD - 2010 |
| Era
il 1972, quando il Rock Progressivo italiano stava dando i suoi primi
frutti. Band importanti stavano facendo conoscere il genere al pubblico,
grazie a Balletto Di Bronzo, Le Orme, Pfm , Banco Del Mutuo Soccorso,
New Trolls tanto per fare i nomi più altisonanti. Nello stesso
periodo esistevano delle realtà cosiddette minori, non tanto
per qualità, quanto come distribuzione e tiratura di dischi,
una di queste si chiamava Procession. “Frontiera” è
un album molto bello, coinvolgente e alla chitarra c’è
Marcello Capra. La carriera di questo artista è lunga , con una
pausa negli anni ’80 che dura fino al 1993. Diversi gli album
solistici , fra i quali “Imaginations” (Mellow Records-1994),
“Danzarella” (Toast Musique – 1998), “Alchimie”
(Toast Musique – 2001), “Vento Teso” (Toast Musique
– 2005) e “Ritmica-Mente” (2007). Servono due anni
a Capra per riuscire a realizzare questo nuovo album dal titolo “Preludio
Ad Una Nuova Alba”, composto da quindici canzoni acustiche, fra
cui due gia edite ma risuonate per l’occasione. L’Electromatic di Beppe Crovella (tastierista degli Arti & Mestieri, altra band storica del Prog italiano anni ’70) prende in cura l’edizione di questa realizzazione, la quale fra gli addetti ai lavori e nel web, riceve immediatamente consensi entusiastici. Quello che si ascolta in questo viaggio acustico è un mix fra virtuosismi di chitarra e melodie toccanti, solari e mediterranee, quelle che abbiamo incastonate nel nostro DNA. Plettro e corde di metallo rendono il suono della sua chitarra davvero unico, proprio come sottolinea il preciso giornalista Donato Zoppo all’interno del artwork. Una musica per aprire la mente, all’ascolto inevitabili le visioni di paesaggi ampi, la fantasia non può fare a meno di volare in alto. Creare oggi 2010 un disco di musica acustica, tutta strumentale, solo chitarra è altamente rischioso, in una società mordi e fuggi, pochi rivolgono lo sguardo verso un mondo musicale più profondo e pacato. Ma la musica di Capra riesce anche a coinvolgere in maniera grintosa, ascoltate la sua chitarra in “Corsari”, un pezzo davvero trascinante ed eseguito con maestria. Piccoli richiami folcloristici si affacciano di tanto in tanto (“Danza Turchese”), ci sono anche suoni che profumano di natura agreste e di aria pura, “Gocce” su tutto questo è un volo planare. “Presagio” è una delle mie preferite, introspettiva e toccante all’inizio, per poi lasciarsi trascinare verso un crescendo grintoso. Il suono della chitarra è limpido, l’acustica scelta in sala d’incisione risulta giusta. “Canto Di Mare” racchiude nel titolo il sunto sonoro, così come “Tracce Mediterranee”, proprio quelle a cui mi riferivo in precedenza. Il disco si chiude con “Aura”, primaverile e calda, grazie anche alla voce di Laura Ennas. Questo disco è un passaggio fra gli anni ’70 ed il mondo attuale, perchè Capra ha espresso in poche note tutto il sunto della musica che ha acquisito nel corso della sua lunga carriera. L’esperienza c’è e si sente, ma quello che prevarica è il cuore e di questo oggi come oggi, in un mondo freddo, distaccato ed elettronico, ne abbiamo un bisogno esagerato. Fermiamoci ad ascoltarlo. MS Altre recensioni: Fili del Tempo |
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