Rock Impressions

Boarders - The World Hate Me BOARDERS - The World Hate Me
Quam Libet Records
Distribuzione italiana: Crotalo Edizioni Musicali
Genere: Heavy Metal
Support: CD - 2007


Strana storia quella dei milanesi Boarders, il gruppo è nato sulla scia del Thrash metal della Bay Area, ispirandosi ai vari Metallica, Testament, Megadeath e compagnia. Poi come cover band dei Megadeath hanno riscosso un certo successo di pubblico, ma di recente hanno dato una sterzata tanto improvvisa quanto radicale alla loro carriera: si sono convertiti al cristianesimo ed hanno cominciato a comporre musica propria con testi in tema. Una curiosità legata al nome del gruppo è che questo all’estero assume una connotazione particolare, in quanto col termine “Boarders” vengono identificati quelli che amano andare con i vari tipi di Board o tavola, che sia skateboard, snowboard o surf, quindi niente di propriamente metallico…

The World Hates Me pubblicato per la label transalpina Quam Libet R. è il primo vero album della band, che in precedenza aveva per lo più pubblicato delle covers, ed è una raccolta di undici potenti canzoni nello stile con cui questi ragazzi sono cresciuti, un heavy metal senza compromessi e senza cedimenti stilistici. Tanto per intenderci non manca una cover dei famigerati Megadeath, “In My Darkest Hour” eseguita con devozione. Ma l’interesse principale ora è tutto per le composizioni proprie del gruppo. La prima cosa che colpisce ascoltando questo album è l’ottimo lavoro fatto dal gruppo in sede compositiva, una band italiana che canta in un inglese efficace con dei testi che suonano bene, tanto bene che non sembrano nemmeno composti da artisti italiani. Per il resto dicevamo che lo stile è sempre legato al thrash metal, quindi i nostri si candidano ad essere uno dei gruppi più duri di metal cristiano italiano. Li abbiamo incontrati nelle edizioni del Rock On The Rock del 2006 e del 2007 dove suonavano anche i siculi Metatrone, altra band molto dura, anche se legata ad un sound epic power più classico e solare.

I Boarders sono duri e cupi, forse l’aria di Milano ha avuto la sua importanza sulla loro formazione, sta di fatto che il loro metal è senza compromessi e colpisce con la sua asprezza. Comunque l’album è bello e convincente, i suoni sono ben prodotti e le canzoni funzionano alla grande. Resta da chiedersi se una musica come l’heavy metal possa parlare di Dio? Ma la risposta è nel titolo dell’album, che sono parole tratte dal Vangelo, e cosa c’è di più duro dell’odio? Ma Dio ha vinto l’odio con l’amore e alla fine questo è il messaggio che vogliono lanciare i Boarders con la loro musica e basta incontrarli per capire che ci credono davvero. Long live Christian Heavy Metal! GB

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