Steve
Wilson, il leader dei Porcupine Tree, insieme all'israeliano Aviv
Geffen, un artista pacifista che si sta imponendo nel mondo grazie
all'apprezzamento espresso nei suoi confronti da gente del calibro
di David Bowie, Roger Waters e Tom Waits, hanno dato vita a questo
progetto che ha grosse potenzialità. Inizialmente la coppia
aveva pensato ad un progetto estemporaneo che si sarebbe concluso
con la pubblicazione di un Ep, ma le cose sono funzionate così
bene che i due hanno realizzato un album intero.
Il sound proposto in questo debutto è un incrocio fra Pink
Floyd, Rem e Coldplay, come dire il condensato di trent'anni di musica
rock. Pop progressivo carico di poesia, ora lieve e romantico ora
acceso e graffiante, ma sempre interessante.
"Open Mind" apre dolce, quasi sussurrata con dei cori molto
sixties, alla Simon and Garfunkel, poi entra la chitarra elettrica
e la batteria a cambiare le carte in tavola, ma la magia rimane intatta.
"Blackfield" è costruita su un giro sospeso fra passato
e presente, una melodia semplice ed efficace che entra subito in testa.
"Glow" come il primo brano, parte con una prima sezione
minimalista e malinconica, poi propone un deciso crescendo. "Scars"
introduce anche dei loops e un po' di elettronica apportando un tocco
di modernità che non guasta. "Pain" fa un po' il
verso ai Rem, soprattutto per l'uso delle voci, ma anche per le melodie.
C'è posto per altri quattro brani, ma il discorso non cambia
molto, i Blackfield sono un gruppo di grande classe estetica, ma che
sanno fare anche della musica passionale, il loro album è fresco
e piacevole e merita di essere scoperto. GB
Altre recensioni: II; Live
in NYC
Artisti Correlati: Porcupine Tree
Sito Web
Per un assaggio: http://www.myspace.com/blackfield
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