Gli Astrolabio sono una band veronese formata attorno al 2009 dopo
lo scioglimento degli Elettrosmog, che avevano realizzato un solo
album. Questo nuovo lavoro è il terzo in studio e conclude
la trilogia sul tema della comunicazione ed è incentrato sulla
pubblicità. I testi sono graffianti, ironici e vanno a stimatizzare
abitudini e luoghi comuni dell’italiano medio.
Il disco non poteva partire che con una vecchia sigla della pubblicità
televisiva, ma è solo un attimo dopo di che entra un riff di
chitarra potente, hard prog efficace, suonato con competenza e passione.
Se non fosse per il cantato italiano potrebbe benissimo sembrare il
pezzo di un gruppo nordeuropeo. Le partiture strumentali sono davvero
pregevoli, con degli interventi di flauto che riportano anche ad atmosfere
settantiane, un mix di classico e moderno che dona spessore al disco.
Se dovessi scegliere un brano rappresentativo opterei per Il Seme
Del Disgusto, che trovo sia la vera prova di forza del gruppo, in
ogni caso tutto il disco si esprime su alti livelli, mantenendo sempre
viva l’attenzione dell’ascoltatore.
Il titolo è la parafrasi di un vecchio modo di dire e dà
la dimensione giusta di un lavoro radicato in un solido passato musicale
con un sound attuale e pieno di energia. GB
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