Rock Impressions

Artemisia - Gocce d'Assenzio ARTEMISIA - Gocce d'Assenzio
Videoradio
Distribuzione italiana: si
Genere: Rock
Support: CD
- 2010

Cosa è il Rock in Italia? Conosciamo bene quello di Ligabue o di Vasco rossi, è uno stereotipo che oramai è incastonato nel dna degli italiani. Ma il Rock è qualcosa di più che un semplice refrain ripetuto per decine e decine di dischi allo stesso modo, è una scarica elettrica che ha una frequenza sempre differente, a seconda del messaggio dell’artista. Chi respira e vive di Rock non si accontenta della formulina sperimentata e funzionale, vuole da esso sempre un nuovo input, differenti scariche.

Il Rock è un genere apparentemente limitato, in realtà è un mix di influenze, ma in primis è uno stile di vita. Venendo alla nostra patria, di cultura nel campo ce n’è tristemente poca, scarse le band che credono nello spirito crudo del Rock, nella sua essenza pura, oggi una di esse ha il nome di ArtemisiA. Sono un quartetto di Gorizia e “Gocce D’Assenzio” è il secondo lavoro, capitanato dalla spettacolare chitarra di Vito Flebus. La chitarra nel Rock è la penna dello scrittore, colei che lascia il segno e che descrive lo stile di chi l’adopera. In questa maniera si distingue una band Rock, ma tutto sarebbe svalutato senza un buon motore, per cui la ritmica ricopre il suo ruolo importante, qui ben eseguito dalla coppia Fabio Corsi (basso), Matteo Macuz (batteria).

A questo punto vi aspetterete una voce aggressiva e maschile, sbagliato, Anna Ballarin è una cantante carismatica e di sostanza, un buon chiaro-scuro nel contesto. La musica è un mix di Stoner, Rock, con sprazzi di Psichedelia, per la gioia di chi dal genere vuole un qualcosa di più di un semplice compitino ben eseguito. Agli occhi del sottoscritto, gli ArtemisiA hanno un punto a favore rispetto numerose altre band, anche più blasonate, ossia una personalità così marcata da portarli a non fare cover neppure in sede live. Godono di vita propria, di un songwriting importante che accontenta sia chi vuole cantare all’ascolto, che gli estimatori del nuovo.

Oggi qui da noi è quasi un suicidio fare del Rock non prettamente commerciale, ma chi lo suona certamente è perché si diverte e questo è dannatamente contagioso. Undici tracce con una buona produzione sonora, dove nessun brano è prevalente sull’altro, ciò sta a significare un duraturo ascolto senza sbadigli di sorta.
ArtemisiA, artisti veri e se aggiungiamo che dietro c’è un grande come Walter Calloni (Finardi, Camerini etc) beh, io un ascolto lo darei ad occhi chiusi.
Divertenti. MS


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