Rock Impressions

Anubis Gate ANUBIS GATE - Anubis Gate
Nightmare Records
Distribuzione italiana: -
Genere: Prog Metal
Support: CD - 2011


A distanza di due anni da "The Detached" tornano all'attenzione del pubblico Metal e Metal Prog i danesi Anubis Gate. Li abbiamo potuti apprezzare nella loro discografia, a partire dal 2004 per giungere oggi al quinto suggello, grazie alla tecnica individuale ed al gusto equilibrato per le buone melodie. Il Metal non stravolge poi di molto il significato dell'essere melodico, l'armonia deve essere diretta e facilmente memorizzabile e così è. Le canzoni scritte da Kim Olsen e Jesper M. Jensen sono questa volta undici e come sempre godono di influenze quali King Crimson, Queensryche, Fates Warning, Genesis, Iced Earth, Iron Maiden e Savatage su tutti.

Avrete capito dagli ingredienti che il pasto è lauto, certamente quelle sono le sonorità, non le composizioni, altrimenti sarebbero dei geni. La voce alta e pulita di Enrik Fevres, sempre senza sbavature, quando scende a compromessi con L'AOR (anche grazie all'uso dei cori in supporto) sa emozionare e coinvolgere. Di carattere gli assolo strumentali, specie quelli della chitarra del duo Jesper - Jensen.. Mi sento anche di fare un elogio separato alla parte ritmica, Morten Sorensens alla batteria ed al basso stesso di Fevres, insomma, la band è coesa e conosce il fatto proprio. Una volta tanto Metal Prog non in Dream Theater style.
La band si sforza a non comporre brani fotocopia, bensì cambia in stile ed approccio, così tutto sembra scorrere meglio. Uno degli esempi maggiori di questa mia osservazione è la buona "Facing Dawn", con interventi al limite dell'AOR , Hard Rock anni '80 e dell'elettronica Post Rock. In un solo brano sanno dare schiaffi e baci, senza strafare, uno su tutti è "World In A Dome". La melodia comunque la fa sempre da padrona.

Ci sanno fare gli Anubis Gate, non tradiscono le aspettative, piuttosto guardano avanti, distaccandosi sempre più dal loro stile d'esordio con crescente personalità. Solo una curiosità, nel disco non ci sono stranamente delle ballate vere e proprie, quelle che solitamente il genere richiede per spezzare l'ascolto. Comunque avanti così. MS

Altre recensioni: A Perfect Forever; Andromeda Unchined; Horizons

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