Rock Impressions

Anekdoten ANEKDOTEN - Gravity
Stickman Records

Gli svedesi Anekdoten ci hanno abituato a lunghe pause fra un disco e l'altro: il '93 è l'anno del debutto, un lavoro che trasuda a piene mani la passione per i King Crimson, Nucleus lo segue nel '95, un disco sperimentale e durissimo, il loro capolavoro assoluto; splendido live semi ufficiale nel '98 e nel '99 esce From Within distribuito in prima assoluta proprio durante un concerto in Italia, album molto bello ma più tranquillo e rassicurante del precedente in studio.

Finalmente dopo quattro anni esce il nuovo capitolo e l'attesa era molta perché il gruppo è considerato come uno dei più importanti del movimento. Ora dopo tanto sospirato desiderio si sperava in un disco spettacolare, ci attendevamo nuove magie, ma il gruppo ha lasciato tutti a bocca aperta. Ogni loro album è diverso dai precedenti e questo è molto pacato e riflessivo, quasi soporifero e segue le orme di Indian Summer degli amici Landberk.

Il primo brano è la possente "Monolith" aperta da un riff indovinato e dalla tipica progressione della band a base di tastiere psichedeliche e di una forte coesione interna, ma il brano non eccelle. "Ricochet" porta subito in evidenza un mellotron molto onirico, incantevole, ma l'andamento del pezzo non lo è, un incrocio fra il brano precedente e il romanticismo degli Smiths di The Queen is Dead. "The War is Over" è la prima grande sorpresa, sono rimasto esterrefatto, si tratta di un lento settantiano che suona terribilmente deja vu, ricorda Grateful Dead, Jefferson Airplane e i lenti dei gruppi europei, questi fattori di per se non sarebbero negativi, anzi, ma è la totale mancanza di personalità della canzone a lasciare di stucco e non è davvero una bella sensazione. "What Should But Did Not Die" è la traccia che ho trovato più interessante, una lenta e sofferta cantilena, la malinconia si eleva solenne, ma a metà incomincia a diventare piuttosto noiosa. In "SW4" la noia incomincia a diventare insopportabile e mi vien voglia di tirar fuori il CD dal lettore. "Gravity" rialza un po' le sorti dell'album, riportando un briciolo di energia, ma non è sufficiente. Gli ultimi due episodi sono assolutamente da cancellare, il primo fa dormire proprio, il secondo è la ripetizione di quanto il gruppo ha già fatto in modo migliore.

Mi dispiace stroncare un gruppo che ho amato molto, ma spero che sappiano rifarsi in futuro. GB

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